Depuratori ad osmosi inversa per la casa
L’acqua che esce dal rubinetto è potabile per legge, ma questo non significa che sia sempre quella che vorremmo bere o usare in casa. Durezza elevata, presenza di nitrati, metalli pesanti, cloro o più semplicemente un sapore sgradevole sono problemi che le persone riscontrano comunemente e dipendono in larga misura dalla zona geografica, dalla rete di distribuzione e dalla qualità delle tubazioni. I depuratori ad osmosi inversa per la casa sono probabilmente la risposta più completa a queste criticità: eliminano fino al 95-99% delle sostanze disciolte nell’acqua, compresi contaminanti che altri sistemi di filtrazione non riescono a trattenere.


Impianto osmosi inversa casa: vantaggi e installazione
Un impianto ad osmosi inversa si installa direttamente sotto il lavabo della cucina e si collega alla rete idrica, alla corrente elettrica e al tubo di scarico. Il montaggio viene eseguito da un tecnico specializzato ed è un’operazione sostanzialmente semplice, dato che non richiede interventi strutturali. Una volta installato, l’impianto funziona in autonomia: filtra l’acqua, la accumula in un serbatoio e, alla bisogna, la eroga attraverso un apposito rubinetto.
I vantaggi che puoi trarne sono diversi. L’acqua erogata è oligominerale, a basso residuo fisso, con un sapore neutro e gradevole, il che significa niente più bottiglie di plastica da acquistare, trasportare e smaltire. Anche gli elettrodomestici e i rubinetti ne traggono beneficio: l’acqua più leggera riduce le incrostazioni calcaree e contribuisce a farli durare più a lungo.
I modelli più avanzati includono funzionalità aggiuntive come l’erogazione di acqua fresca o gassata, con rubinetti a tre o cinque vie che consentono di scegliere ogni volta il tipo di acqua desiderato.
La manutenzione dell’impianto ad osmosi inversa è periodica: i filtri a carboni attivi vanno sostituiti ogni 6-12 mesi, la membrana osmotica ogni 3-4 anni. A ogni modo, una centralina elettronica monitora il funzionamento dell’intero sistema e segnala quando è il momento di intervenire.
Depuratori ad osmosi inversa: pro e contro
Come ogni tecnologia, anche l’osmosi inversa ha punti di forza importanti e qualche limite da tenere in considerazione.
Dal punto di vista dell’efficacia, si tratta del sistema di filtrazione domestica più completo oggi disponibile: è infatti l’unico in grado di intervenire anche sui sali minerali disciolti. Ciò significa che riesce a rimuovere non solo sostanze come cloro e fluoro, ma anche metalli pesanti (tra cui arsenico, piombo e mercurio), nitrati, pesticidi e altri contaminanti organici.
Così, l’acqua è estremamente pura, di qualità superiore a quella ottenuta con sistemi di filtrazione più “tradizionali”. Per ottenere un’acqua con un profilo minerale ancora più bilanciato, si può abbinare un filtro remineralizzatore e integrare così calcio e magnesio nella quantità preferita.
D’altro canto, è giusto considerare anche i limiti. Il processo di filtrazione genera infatti una certa quantità di acqua di scarto – il cosiddetto concentrato – che contiene le impurità trattenute dalla membrana e viene eliminata. I modelli più recenti hanno ridotto sensibilmente questo rapporto, ma resta comunque un elemento da valutare. Inoltre, per mantenere prestazioni all’altezza, l’impianto ha bisogno di una manutenzione regolare: sostituire filtri e componenti regolarmente è fondamentale, e trascurarla può compromettere l’efficacia della filtrazione.
Come funziona l'osmosi inversa
Il principio su cui si basa l’osmosi inversa è fisico: l’acqua viene spinta da una pompa ad alta pressione attraverso una membrana semipermeabile con pori di 0,0001 micron – abbastanza piccoli da bloccare praticamente qualsiasi sostanza disciolta. Si generano due flussi: il permeato, ovvero l’acqua che attraversa la membrana depurata e filtrata, e il concentrato, che contiene le impurità trattenute e viene scaricato.
Prima di raggiungere la membrana, l’acqua passa attraverso filtri preliminari che trattengono le particelle più grandi (sabbia, calcare, frammenti metallici) e un filtro a carboni attivi che elimina cloro e composti organici. Il cloro, in particolare, va rimosso prima della membrana perché potrebbe danneggiarla. Dopo la membrana, un ulteriore filtro a carboni attivi regola il gusto finale dell’acqua erogata. Il numero di stadi varia da modello a modello – da 4 a 7 – ma il principio di base rimane lo stesso.
Filtraggio acqua con osmosi inversa: costi e modelli
Il costo di un impianto a osmosi inversa cambia al variare del numero di stadi di filtrazione, della capacità produttiva, delle funzioni aggiuntive e alla qualità dei componenti. I modelli base per uso domestico partono da cifre accessibili; i modelli con erogazione di acqua fresca e gasata, connettività smart o più membrane si attestano comprensibilmente su fasce di prezzo più alte.
A queste voci va poi aggiunto il costo della manutenzione periodica – sostituzione dei filtri e della membrana – che rimane comunque rimane sensibilmente inferiore a quello dell’acqua in bottiglia. Nel confronto tra investimento di partenza e risparmio annuo sull’acquisto di acqua confezionata, un impianto a osmosi inversa si ripaga in tempi ragionevoli per la maggior parte delle famiglie.
La scelta del modello giusto dipende dalle caratteristiche dell’acqua di rete nella propria zona e dalle esigenze specifiche di utilizzo. In PHCL Service affianchiamo i nostri clienti nella valutazione e nell’installazione: contattaci se vuoi capire quale soluzione fa al caso tuo. Noi siamo sempre disponibili, qualsiasi informazione ti occorra.
